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La Laguna di Venezia come museo diffuso: l'isola della Cura

È dedicato all'isola della Cura e all'importanza archeologica della Laguna Nord il 46° numero di ArcheoVenezia, il periodico di informazione edito dall'Archeoclub d'Italia Sede di Venezia, che con l'associazione Ekos Club promuove il progetto dell'ecomuseo dei Lazzaretti Veneziani.

La Laguna di Venezia è un’area di grande interesse archeologico, specialmente nella parte settentrionale, perché sempre frequentata dall’epoca antica. La conformazione delle isole e la concentrazione di popolazione sono molto cambiate nel corso dei secoli, alcune oggi sono deserte, altre scomparse. La zona fra le barene a nord-est di Torcello, come confermato da numerosi ritrovamenti e studi, era l’area portuale di Altino, città paleoveneta e poi romana, importante nodo viario e commerciale tra Ravenna e Aquileia.
Le diverse indagini effettuate finora hanno individuato sull’isola della Cura e dintorni ben 24 strutture, di varie epoche e tipologie: edifici, strade, torri, peschiere, saline, fondazioni lignee, arginature, oltre a numerosi reperti. La Cura fu quindi utilizzata per scopi agricoli e per l’allevamento ittico fino alla Seconda Guerra Mondiale. Abbandonata e depredata, è stata infine venduta di recente a privati veneziani, che hanno manifestato le loro volontà non speculative, intendendo rendere invece l’isola fruibile di nuovo agli appassionati.

Nell'ottica della Laguna come museo diffuso, nel 2021 sono stati realizzati in collaborazione con i Lazzaretti Veneziani una prima visita dell'isola all'interno del festival Civiltà sull'Acqua di settembre e un incontro della Rassegna di Archeologia a novembre. Con l'uscita del numero ArcheoVenezia, sono previste per il 2022 ulteriori attività di valorizzazione condivisa.

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